RUF: la “Porsche dei videogiochi” e come ci è arrivata

di Shadow Ranger |

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RUF: la “Porsche dei videogiochi” e come ci è arrivata Bufale.net

Molti dei lettori di lunga data di questa rubrica sono dei gamer, ma pochi sono impallinati di automobilismo. Per questo molti si chiederanno, e si sono sempre chiesti, come mai in moltissimi giochi di corsa compaiono vetture Porsche che Porsche non sono, ma quasi.

Si tratta, ovviamente, di questioni di diritti. Quelle che portavano, ad esempio, nei giochi di calcio dell’era “cassettina”, ad avere calciatori con nomi del tutto inventati. Ma le vetture RUF non sono vetture inventate.

RUF: la “Porsche dei videogiochi” e come ci è arrivata

La Porsche è sempre stata avara nella gestione del suo marchio, e con buona ragione. Sostanzialmente, e per lungo periodo, la casa di Stoccarda ha deciso che il modo migliore e preferibile per apprezzare una vettura della casa fosse comprare una vettura della casa, evitando così di diluire e associare il marchio Porsche ad esperienze carenti.

Complice lo stigma che abbiamo visto pesare per anni sul settore dei videogames rispetto ad altre forme di intrattenimento, era quindi più facile imbattersi in una Porsche in film e teleflim che in un videogame

Ma come abbiamo visto sono esistiti simulatori di corsa da quando esiste la sala giochie non tutti videogames. E pochi di loro hanno avuto il marchio Porsche.

Il primo gioco ad avere una “quasi Porsche” fu Chase HQ di Taito (1988), basato sul ricco filone all’epoca dei “Poliziotti sulla Porsche”, action/road movie tipicamente americano in cui un poliziotto su una potente macchina da corsa inseguiva e talora speronava e arrestava criminali dal piede pesante.

Locandina di Chase HQ

Locandina di Chase HQ

La macchina dell’agente speciale Tony Gibson e del suo collega Raymond Broady (nomi “tipici americani”) era infatti una Porsche 928 nera.

Taito ottenne i diritti da Porsche Japan, ma col caveat di non poter disegnare neppure nella scarna gloria degli otto bit il loghetto Porsche sulla vettura, che anzi in alcune versioni del gioco fu ribattezzata col sobrio nome di “TA-2000” Interceptor.

Questa fu la prima apparizione di una Porsche in un videogame, e la prima a settare un precedente importante per il resto della storia: se non puoi procurarti i diritti direttamente da Stoccarda, puoi farlo da qualcuno che abbia in parte i diritti, o che abbia i diritti di qualcosa di simile, o che goda di un particolare trattamento che gli consenta di ovviare all’assenza di diritti.

La Porsche in "The Duel"

La Porsche in “The Duel”

La prima vera licenza ufficiale la ebbe però Accolade, con Test Drive II: The Duel, adrenalinico gioco dove una Ferrari F40 e una Porsche 959 si sfidavano per raggiungere una pompa di benzina distante, con riproduzioni pixellose dei lussuosi interni di ambo le macchine.

Con l’arrivo della PlayStation e la mania del 3D i simulatori di guida ebbero un nuovo rinascimento, potendo mostrare auto viste dall’interno, dalla telecamera posteriore e ricostruzioni della carrozzeria delle stesse: la Porsche 962C Daytona fu reimmaginata per Ridge Racer nella misteriosa “Galaxian 13th Racing”, in una sorta di tacito patto in cui Namco avrebbe fatto finta di aver inventato da zero una nuova macchina di fantasia che assolutamente non era la Daytona e Porsche avrebbe fatto finta che la Galaxian non era una Porsche e che nessun giocatore mai avrebbe confuso Daytona e Galaxian.

E infine arriva RUF (e Porsche)

Nel 1999 con Gran Turismo 2 Polyphony Digital Inc. decise di ricordarsi del barbatrucco usato da Taito, e quindi bussò alla porta di Ruf Automobile GmbH, preparatore sportivo che sin dagli anni ’70 si era dedicato ad elaborazioni Porsche che, in base alle leggi tedesche erano da considerarsi a tutti gli effetti vetture Ruf originali, e nel 1981 Ruf fu riclassata da mero laboratorio di elaborazione veicoli a casa automobilistica a tutti gli effetti.

RUF in Gran Turismo, fonte XTimelessGaming

RUF in Gran Turismo, fonte XTimelessGaming

Il giocatore potè quindi scegliere la RUF CTR Yellow Bird, che per tutti gli effetti pratici era una Porsche 911, aprendo la strada all’uso delle RUF come marchio placeholder in tutti i videogames i cui autori non potevano ottenere agevolmente il marchio Porsche, come la moderna saga di Forza Motorsport e di Asphalt, dove però le vetture RUF ironicamente furono rimosse per questioni di licenze quando nel 2017 Gameloft ottenne i diritti delle Porsche originali.

Abbiamo però anticipato i tempi: il primo accordo di licenza stabile, con auto, loghi, marchi e battage pubblicitario arrivò nel 1998, con Need for Speed Porsche Unleashed del 2000, titolo di EA Sports nel quale non solo EA ottenne, con forte spesa economica, i diritti sulla Porsche, ma Porsche invertì del tutto la sua teoria iniziale consentendo un gioco dove fosse possibile solo scegliere vetture Porsche riprodotte nei dettagli più minuti.

Come abbiamo anticipato, questo portò le RUF ad essere scalzate dal loro trono, ma per gli anni ’90 avevano goduto di una nuova fama come le “Porsche dei giochi di corsa”: dal 2014 Assetto Corsa consente di acquistare DLC con elaborate simulazioni delle vetture Porsche, e il veto della casa che ha afflitto generazioni di giocatori vintage è stato rilasciato.

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