Editoriale

Cagliari: schiaffi a rider per festeggiare la vittoria dell’Italia, il video shock

Cagliari: schiaffi a rider per festeggiare la vittoria dell’Italia è uno di quei video che non avremmo voluto vedere.

Video che la pagina “Abolizione del Suffragio Universale” ha descritto con questi termini

A Cagliari, subito dopo Italia-Spagna, alcuni minus habentes hanno pensato di festeggiare così: prendendo a schiaffi, spingendo a terra e colpendo con l’asta della bandiera un rider che stava semplicemente lavorando. Non contenti, hanno anche preso a calci il suo scooter.

E che non vi riporteremo in integrale, proprio per non perpetuare la violenza contenuta nelle immagini.

La storia completa è stata ricostruita da ANSA. Ci troviamo in Piazza Yenne, e il plateale disprezzo per le minime misure di sicurezza antiCOVID che si vede nel video è il meno di quello che accade.

Sono immagini amatoriali, sfocate e confuse come accade con una ripresa da smartphone, e ci sono un rider che sta cercando di fare le sue consegne e un gruppo di tifosi violenti che lo percuotono con calci, pugni e colpi di asta di bandiera fino a buttarlo per terra.

Alcuni giovani cercano, a onor del vero e per ripristinare la fiducia già declinante nel genere umano, di aiutarlo e tengono lontani i violenti.

Ma alla fine il rider riparte.

Cagliari: schiaffi a rider per festeggiare la vittoria dell’Italia, il video shock

Il rider riferisce

“Avevo la strada libera – racconta – ma improvvisamente sono stato inseguito da un gruppetto. Dico la verità: non mi hanno dato colpi alla faccia, ma molti battevano le mani sul casco. E anche quello fa male. Sono caduto perché qualcuno poi ha dato un calcio alla ruota. Ero disorientato, un po’ spaventato, ma non paralizzato dalla paura. Sono sicuro che volessero prendermi le pizze, forse una bravata, forse avevano fame. In realtà io stavo trasportando delle birre che avevo nello zainetto , non avevo pizze”.

“Non capisco che cosa sia potuto succedere – racconta – passo tante volte in piazza Yenne anche in mezzo a tanta gente. Ma è chiaro che c’era un’atmosfera diversa: forse qualcuno aveva bevuto troppo. La finale di domenica? No, non passerò in piazza Yenne. “Voglio ringraziare chi mi ha prestato soccorso – ha detto – quando li ho rassicurati dicendogli che stavo bene e che le birre erano in salvo mi hanno detto: vai e stai zitto, altrimenti, visto che non hanno trovato le pizze, ti rubano le birre. E ho continuato il mio lavoro”.

Quanto vale la vita e la sicurezza di un essere umano? Meno delle pizze?

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